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Ciao Tu, storia di un’amicizia epistolare al Teatro Delfino di Milano

  • Pubblicato da Redazione
  • 27 Febbraio 2014
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ciao tu al teatro delfino milanoIn una realtà che corre sempre più veloce tra sms, social network e posta elettronica, Ciao Tu – Perché Niente è Tutto Bianco O Nero, in scena dal 28 febbraio al 2 marzo al Teatro Delfino (venerdì e sabato ore 21.00, domenica ore 16.00), racconta un’amicizia epistolare tra Viola e Michele, due adolescenti ai primi giorni di scuola superiore, che grazie a un gioco di lettere segrete s’incontrano vivendo il mondo magico della corrispondenza come luogo esclusivo di contemplazione della realtà attraverso acerbe ma profonde riflessioni.

Diretto da Gabriele Calindri ed Elisabetta Ratti, scritto da Roberto Piumini, autore del noto libro “Lo Stralisco” (Einaudi), e Beatrice Masini traduttrice tra l’altro di “Harry Potter e il prigioniero di Azkaban”, Ciao tu è uno spaccato del mondo dei ragazzi, parla di loro, utilizzando un linguaggio nel quale si possono facilmente riconoscere e nel quale il pubblico adulto può ritrovare i temi fondamentali della propria formazione e della propria crescita individuale.

Attraverso le lettere, Michele e Viola scelgono di studiarsi, di conoscersi piano piano, di scoprirsi svelando ogni volta qualcosa in più di sé all’altro, con il gioco, l’entusiasmo e il desiderio di chi pensa che ‘niente è tutto bianco o tutto nero’. Amore, amicizia, aspettative, paure, disillusioni, sogni sapientemente celati, fanno di questa storia uno specchio nel quale il pubblico può vedere la propria immagine riflessa.

Raccontano i registi Gabriele Calindri ed Elisabetta Ratti:

Abbiamo scelto questo testo spinti dalla curiosità di capire come gli adolescenti comunicano le loro emozioni, vivono i loro rapporti con gli amici, con la famiglia, e con la realtà che li circonda. Quello che ci ha conquistato è il mezzo utilizzato dai protagonisti per comunicare tra loro: le lettere, strumento ai giorni nostri diventato obsoleto. Nello scrivere e nel leggere ‘l’altro’ i tempi si dilatano, lasciando spazio ai desideri, alle incertezze, ai sogni, nell’insaziabile e curiosa ricerca di identità. L’indagine è in corso. Nascono domande e pensieri nuovi.

I registi
[one_half]Gabriele Calindri

Si diploma all’Accademia dei Filodrammatici di Milano; da sempre appassionato di ricerca lavora a Parigi al Centro di ricerca teatrale con Jean Paul Denizon, a Pontedera alle “Acting propositions” con Jerzy Grotowskj e studia e collabora per anni con Ludwik Flaszen. Dopo il debutto ne “Il cadetto Winslow” di T. Rattingan diretto dal padre Ernesto nel 1970, partecipa a numerosi spettacoli in qualità d’attore tra i quali “Il Ventaglio” di C.Goldoni per la regia di F. Piccoli, “Esami di maturità” di Fodor e “Candida” di G.B.Shaw, sempre diretto da Ernesto Calindri; “Non si può mai sapere” di G.B.Shaw e “Le donne saccenti” di Moliere con la regia di L. Puggelli; inizia la sua collaborazione con il teatro dell’Elfo partecipando al “Sogno di una notte di mezza estate” e “Amleto” di Shakespeare e “La danza Immobile” di H.Muller e “La bottega del caffè” riscritta da R.W. Fassbinder per la regia di E. De Capitani , prosegue poi, fra gli altri, con il “Prometeo incatenato” di Eschilo con la regia di L. Flaszen, “La bottega del caffè” di C. Goldoni con la regia di Gigi Dall’Aglio, “Il ritorno a casa” di H. Pinter con la regia di G. De Monticelli, “Delitto e castigo” di F. Dostoevskji regia di L. Chiappara, “La notte canta” di J. Fosse regia di B. Mazzone e “Kvetch” di S. Berkoff, regia di E. Cremascoli.
Negli ultimi anni ha avuto la grande occasione di partecipare alle produzioni del teatro dell’Elfo più significative come “La bottega del caffè” di R.W.Fassbinder, “Happy Family” di A. Genovesi, “Racconto d’inverno” di Shakespeare,“The History boys” di A. Bennet, e “Morte di un commesso viaggiatore”. Come regista ha diretto numerosi allestimenti tra i quali ricordiamo almeno “Risvegli” da O. Sacks, “Indovina chi viene a cena” di W.A. Rose, “La peste” di A. Camus, “Ciao tu” di R. Piumini e B.Masini insieme ad Elisabetta Ratti, e infine “Destinatario sconosciuto” di K.K.Taylor replicato a Milano per dieci anni consecutivi.
[/one_half] [one_half_last]Elisabetta Ratti

Attrice, autrice e regista di teatro, è nata e vive a Milano. Ha iniziato il suo percorso teatrale nel 1986. Ha studiato danza al C.S.C.di Milano, mimo alla scuola Quellidigrock e teatro con Ludwik Flaszen (Grotowsky), Juri Alschitz (Vassiliev), Enrique Pardo (Pantheatre), Greta Seacat (Actor’s Studio). In teatro ha lavorato, tra gli altri, con Ernesto Calindri, Giacomo Colli, Giorgio Marini, Elio De Capitani, Gianni Mantesi, Ruggero Cara, Alfonso Santagata, Giampiero Solari, Maurizio Crozza, Gabriele Calindri. Nel percorso di attrice ha esplorato autori come Anouilh, Beckett, Dostoevskij, Ionesco, Molière, Petito, Pirandello, Pinter, Shakespeare,Wilde…spaziando tra diverse tipologie di teatro.
Ha curato la regia, collaborando a volte anche come autrice, di alcuni spettacoli teatrali tra cui “Tutto normale” “Pane Pagano, anime vagabonde alla deriva tra le stelle”( La Fionda Teatro) “La vita non è rosa e fiore” (Maurizio Crozza) “Ciao, tu” di Beatrice Masini e Roberto Piumini , “Il lupo e la bambina”, “Lo stralisco”di Roberto Piumini .Appassionata di “Storia” e di storie ha vinto il Premio Fersen per la migliore drammaturgia con il testo “I Girasoli” ispirato alla rivoluzione francese.
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Ciao Tu – Perché niente è tutto bianco o nero

di Beatrice Masini e Roberto Piumini
con Arianna Talamona e Andrea Gosetti
regia di Gabriele Calindri ed Elisabetta Ratti

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Teatro Delfino
Via Dalmazia 11 – 20138 Milano
Sito web: www.teatrodelfino.it

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