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La Compagnia Carullo – Minasi al Teatro Orologio a Roma con T/ empio

  • Pubblicato da Redazione
  • 21 Marzo 2014
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Carullo - Minasi T Empio - Teatro Orologio Roma

Al Teatro dell’Orologio di Roma, per la stagione congiunta Dominio Pubblico, dal 21 al 23 marzo la Compagnia Carullo – Minasi presenta lo spettacolo vincitore di Teatri del Sacro 2013, T/ empio, libera interpretazione dell’ Eutifrone di Platone, e spettacolo che gioca sul ruolo della parola stessa non come contorno, spiegano gli autori e interpreti dello spettacolo, ma come contenuto: la parola attiva ripulita del suo contenuto persistente e di routine, trova restituita -in forza della capacità poetica di cui è portatrice- la sua immagine inaspettata, fatta di complessità, angoli e perplessità, forse Verità.

Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi proseguono la tournée romana al Teatro Vascello, dal 27 marzo al 13 aprile, con il loro lavoro Due passi sono, spettacolo vincitore del premio Scenario per Ustica 2011.

Chiese, Palazzi di Giustizia e Teatri: luoghi immaginati tra di loro diversi, ma da millenni uniti dalla ricerca dell’uomo volta alla scoperta della Verità. Per entrare in ognuno di questi Templi, miracolo architettonico ha suggerito ingressi con gradinate d’accoglienza, forse metafora di possibile ascesa verso tentativi di Conoscenza. Sulla gradinata del Palazzo di Giustizia due soggetti uniti dalla comune sorte di un processo che reciprocamente li attende, l’uno accusante e l’altro accusato per processi diversi, disquisiscono e si interrogano intorno ai temi del Sacro e dell’ Empio, concetti apparentemente opposti -ma che per la magia argomentativa di un vero confronto- si mostrano inscindibili volti diversi di una medesima medaglia. E allora il miracolo poetico si svolgerà non nell’aula di tribunale – spesso burocratico Tempio della conferma dell’ Empio – ma sui gradini di una scalinata lì dove, secondo corretto processo di analisi delle parole, s’incontrano due uomini che compiono realmente il rito dell’azione processuale.

Il “Sacro”, s’apre ad un’immagine inattesa di sé, opposta al senso comune, al pregiudizio, al comodo svuotamento di senso di una società, quale la nostra, volta alla acritica conoscenza di ciò che gli arriva come già dato. Fondamentale in tal senso procedere per sottrazione, disfarsi di tutto quanto si crede di sapere, per continuare a stupirsi della straordinaria varietà della realtà e delle sue infinite assurdità.

Giochiamo a sfidare le parole, tentando di restituire alle stesse – mettendole e mettendoci in discussione – non un pregiudizio ma un valore, non un contorno ma un contenuto. La parola, attiva, ripulita del suo contenuto persistente e di routine, trova restituita – in forza della capacità poetica di cui è portatrice – la sua immagine inaspettata, fatta di complessità, angoli e perplessità, forse Verità.
Così, prendendo in prestito dalla terminologia giuridica la definizione di azione processuale, ragioniamo intorno all’accadimento, dunque all’azione che è miracolo ravvisabile solo se ci si predispone con la logica del processare, non per giustiziare, ma per ricercare. Un processo, così, che diventa percorso genuinamente volto alla ricognizione della Vera Verità e non piuttosto raggiro e strumento per ogni forma di aberrazione e finzione contemporanea.
E’ il nostro contributo poetico/politico per un processo metologico/educativo che rimandi ai modi dell’ Accademia Socratica: “… gli Ateniesi, a mio parere se ritengono che uno eccella per il suo sapere, non si preoccupano gran che, purchè egli non intenda far da maestro ad altri. Ma se ritengono che uno, essendo sapiente, sappia rendere anche altri sapienti come lui, allora si irritano, sia per invidia, sia per qualche altro motivo. Se gli Ateniesi avessero solo intenzione di ridere di me, non sarà per nulla spiacevole trascorrere un po’ di tempo in tribunale scherzando e ridendo. Ma se faranno sul serio, dove la cosa andrà a finire, è ignoto a tutti …” (Eutifrone di Platone)

Compagnia Carullo-Minasi

Con lo spettacolo Due passi sono scritto, diretto e interpretato da Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi la coppia sancisce il proprio ufficiale connubio teatrale e vince Premio Scenario per Ustica 2011 e Premio In-Box 2012, oltre ad essere finalista al Premio Museo Cervi -Resistenze- 2012 e al Premio Le Voci dell’Anima 2013.
Con il monologo Conferenza tragicheffimera – sui concetti ingannevoli dell’arte di e con Cristiana Minasi in coregia con Domenico Cucinotta, la compagnia vince il Premio di Produzione E45 Napoli Fringe Festival 2013. Lo spettacolo, in una prima forma di studio, era già stato finalista al Premio Dodici Donne 2010 (Atcl) oltre ad essere performance selezionata dal Gai per Gemine Muse 2009. L’opera si ispira a La situazione dell’artista di Kantor, a L’arte del Teatro di G. Craig e allo “Ione” di Platone.
Con l’ultimo spettacolo T/ Empio, critica della ragion giusta – libera reinterpretazione dell’Eutifrone di Platone – dagli stessi scritto, diretto ed interpretato, la compagnia si aggiudica la vittoria ai Teatri del Sacro 2013 oltre ad essere finalista al Bando Ne(x)twork 2013 (Teatro dell’Orologio e Kilowatt Festival).
I tre spettacoli costituiscono una trilogia sul tema del limite quale risorsa per generare qualsivoglia opera o atto, opera d’arte. La trilogia è interamente dedicata allo studio dei dialoghi di Platone: iniziata con Due passi sono affronta il tema dell’ Amore tramite la rielaborazione di alcuni passi del Simposio, continua con la Conferenza tragicheffimera quale manifesto sull’Arte, analizza il testo dello Ione e si conclude con T/ Empio che ricerca il Sacro tramite lo studio dell’Eutifrone.
L’indagine, in maniera diversa per ciascuno dei tre spettacoli, si fa portatrice degli studi sulla struttura ludica del dialogo maieutico intrapresi con il Maestro Vassiliev.

T/ EMPIO – critica della ragion giusta

Libera reinterpretazione dell’ Eutifrone di Platone

Scritto, diretto ed interpretato da Giuseppe Carullo e Cristiana Minasi
Aiuto regia: Roberto Bitto
Disegno Luci di Roberto Bonaventura
Scene e costumi di Cinzia Muscolino

Prezzo biglietto: € 8
Orario spettacoli: 21, 22 marzo ore 21.00 | domenica 23 marzo ore 17.30

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Teatro dell’Orologio
Via de Filippini 17/A
Tel: 066875550
Mail: teatroorologio@gmail.com
Sito web: www.teatroorologio.com
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