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Dora Romano: una vita per il teatro. Intervista e nuovi progetti

foto di Carlotta De Luca

foto di Carlotta De Luca

Dora Romano: una vita per il teatro. Intervista e nuovi progetti –

Dora Romano è forse una delle artiste più complete che il teatro italiano possa avere. Eccellente nella recitazione quanto nel canto. Spazia tra prosa e musical in maniera assolutamente naturale, portando in scena ogni volta personaggi ricchi di carattere che sanno conquistare la simpatia del pubblico. Ha studiato con Vittorio Gassmann e ha lavorato con grandi personalità del mondo del teatro e del cinema (Eduardo De Filippo, Olmi, Pagliaro, Scaccia, Mauri). Ha recitato al fianco di Dustin Hoffman nel film “Profumo”. Gli appassionati di musical la ricordano soprattutto per aver interpretato la Madre Superiora in “Sister Act – Il Musical Divino”, prodotto da Stage Entertainment, ruolo che le ha fruttato una Nomination come Migliore Attrice Non Protagonista ai Musical! Award, e Madame Duval in “Titanic” (regia di Federico Bellone).

Quale è stata l’esperienza, sul palco o dietro la macchina da presa, più significativa per un’attrice del tuo calibro?
Non è facile fare dei distinguo sulla base delle esperienze fatte. Tutto è servito a crescere e a conoscere i meandri di questo difficile e bellissimo mestiere, forse più le cose brutte che quelle belle. Voglio però citare la mia esperienza con Eduardo, poi quella con Ermanno Olmi, Glauco Mauri e sicuramente Sister Act per il teatro. In cinema e tv ho fatto meno rispetto al teatro ma fortunatamente di ottima qualità. Come non citare il film IL PROFUMO al fianco di Dustin Hoffman, un uomo divertentissimo e un artista strepitoso.

Quindi, tanto tanto teatro nella tua vita. Ma cosa rappresenta per te il teatro?
Il modulo espressivo che ho scelto come artista è stato sempre il teatro, o forse sarebbe meglio dire che il teatro ha scelto me. Sono nata nella provincia del sud, in una famiglia proletaria, da genitori che non avevano neanche la licenza elementare, ma fin da piccolissima ho sempre voluto esprimermi attraverso il corpo, il ballo, la voce. Non saprei dire perché, era così. Punto. Con l’andare del tempo, durante la mia formazione, ho potuto capire che la strada che stavo prendendo non sarebbe mai stata scontata e che se volevo dire qualcosa al mondo avrei dovuto studiare, innanzitutto me stessa e poi le tecniche senza le quali il talento (che pur intuivo di avere) non sarebbe servito a niente. Ora per me il teatro non è solo un modulo di espressione artistica, ma una specie di missione, che deve servire a cambiare le persone, penetrando nella loro anima e “costringendole” ad affrontare le passioni, gli amori, i disagi, le gioie che l’essere umano porta con sè dalla sua comparsa sulla terra. Detta così può sembrare una sorta di fanatismo religioso, invece penso che gli operatori della cultura, gli artisti tutti abbiano questo compito. Pochissimi ne sono consapevoli, la maggior parte si adagia in un limbo fatto di narcisismo e autoadorazione che, con tutto il rispetto, non porta a molto.

C’è un ruolo, tra quelli che non hai ancora interpretato, che senti particolarmente adatto a te e per il quale vorresti proporti o che ti proponessero?
Per il musical mi piacerebbe interpretare A LITTLE NIGHT MUSIC, e ricoprire il ruolo di Desirèe…. Ma in Italia simili ruoli adatti alla mia età e possibilità espressive non hanno appeal. Mai smettere di sperare,però. Per il teatro “classico” Shakespeare è il mio pallino.

Il modo di fare teatro e cinema in Italia è molto distante da quello delle produzioni straniere, dove si può parlare veramente di Show Business. Perché secondo te? Cosa dovrebbe fare il nostro teatro per ridurre questo “gap”?
E’ una domanda delicata e perciò intelligente, grazie per avermela posta. Il Teatro è lo specchio della società, nel bene ma, soprattutto, nel male. Cosa abbiamo oggi in Italia? Immani potenzialità artistiche, immenso patrimonio storico-artistico, talento a iosa: di rimando cosa vediamo in giro? Tutto ciò cui ho appena accennato ridotto a modelli televisivi imposti dalla necessità di vendere tutto a tutti i costi, ma senza nessuna attenzione alla qualità del “prodotto”. Un vero business deve credere nel valore di ciò che vende e non pensare che la cultura dello spettacolo sia qualcosa di non necessario di cui poter fare a meno, considerandolo solo un hobby o un passatempo per amici e parenti.

A proposito di estero… Se avessi la possibilità di lavorare fuori dall’Italia, quale paese sceglieresti? Anche se, devo essere sincera, sarebbe un peccato “perdere” un’artista come te…
Lavorare all’estero non deve necessariamente significare abbandonare la propria nazione. Ci sono tanti colleghi performers che in questo momento stanno calcando i palcoscenici di tutto il mondo. Un artista vero non può e non deve avere limiti geografici, soprattutto nello spettacolo. I paesi anglosassoni sono quelli dove volentierissimo lavorerei e l’ho già fatto. Lavoro in lingua inglese e mi trovo molto bene. Devo dire che la serietà e il rispetto con cui si lavora all’estero è un semplice comportamento di base per poter lavorare in collaborazione fattiva. In Italia i criteri sono diversi e i comportamenti cambiano a seconda di gerarchie imposte dalle amicizie e dalla notorietà piuttosto che dalla professionalità e dalla competenza…. ma preferirei non aggiungere altro a questo proposito.

Parlaci dei tuoi progetti futuri. Dove ti vedremo prossimamente?
Si è appena chiusa la lavorazione del nuovo film di Ascanio Celestini VIVA LA SPOSA. Ascanio mi ha voluta per un piccolo ma intenso ruolo. Spero che il film possa uscire a settembre. Per il teatro sarò in scena all’Ambra Jovinelli a Roma in aprile-maggio per la ripresa, a grande richiesta, della commedia IL MISTERO DELL’ASSASSINO MISTERIOSO di e con Lillo e Greg; uno spettacolo in cui mi diverto come una bambina. Del futuro più lontano non posso ancora parlare nello specifico. C’è un progetto per un’opera teatrale in musica che è ancora in fase di scrittura. Del resto, l’incognita del futuro è un ingrediente fondamentale del mio mestiere.

Ringrazio vivamente Dora Romano per avermi, e averci, persmesso di ri-scoprire (ancora una volta) il suo grande talento. Mi auguro di poterla vedere presto a teatro (e al cinema, visto il suo nuovo progetto cinematografico).

Intervista a cura di Luana Savastano
In basso alcune immagini di Dora in costume di scena: a sinistra in Sister Act (Madre Superiora), a destra in Titanic (Madame Duval)
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Fondatrice del blog di teatro "Vista Sul Palco". È laureata con Lode in Musicologia (Università degli Studi di Pavia) con specializzazione in teatro musicale contemporaneo (titolo della tesi: Jesus Christ Superstar: genesi, critiche e analisi dell'Opera Rock), ha conseguito un Master in Marketing per le Imprese di Arte e Spettacolo presso l'Università Cattolica di Brescia. È redattrice per testate di cultura e spettacolo e ha collaborato con alcune realtà teatrali cittadine per la comunicazione e la promozione di eventi: tra queste Teatro PalaBrescia (poi PalaBanco di Brescia e ora GranTeatro Morato) e Residenza Idra (Spazio TeatroIdra). Ha scritto per testate giornalistiche del settore economico-culturale, occupandosi prevalentemente di arte. Da anni si occupa di Comunicazione e Marketing svolgendo attività di Ufficio Stampa, Digital PR, Web Marketing e Social Networking, Community Manager per aziende di vari settori (Food, Fashon, Tourism and Hospitality, Health and Beauty). Ha insegnato Educazione Musicale in strutture per l'infanzia ed è insegnante in scuole secondarie di primo grado. Il teatro è la sua linfa vitale! ★ Sito web personale (attività e servizi offerti): www.luanasavastano.com

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