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Intervista a Sandro Querci, regista Il Cappello di paglia di Firenze

  • Pubblicato da Luana Lux
  • 20 Febbraio 2014
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sandro querci - il cappello di paglia di Firenze_Politama Pratese 2014

La Walters Produzioni ha portato in scena, con grande successo di pubblico e critica, al Teatro Politeama Pratese, il 15 e 16 Febbraio, Il cappello di paglia di Firenze, tratto dall’opera di Eugène Labiche, nella versione di Sandro Querci che, oltre ad esserne uno dei protagonisti, ne cura anche la regia, l’adattamento e la scenografia.

Sandro, tu svolgi da anni “un percorso artistico-cultural-letterario”, in questa nuova versione quali sono le innovazioni che hai apportato?
Le innovazioni non sono poche. Quella precipua è relativa al testo stesso, infatti della versione del 1841 ho mantenuto solo il soggetto, il testo è stato quasi totalmente cambiato.

Com’è avvenuta la scelta dei brani musicali?
I brani della versione di circa 200 anni fa mi parevano appunto datati e con melodie troppo riconducibili al mondo francese. Desideravo allargare, rendere internazionale il prodotto. La scelta è ricaduta principalmente sul Maestro Ortolani, il quale si è prestato con un entusiasmo che mi ha disarmato ed un impegno mai visto; un gigante!

La scelta del cast è stata difficoltosa ed ha richiesto un lungo lasso di tempo o avevate già in mente attori ed attrici adatti ad alcuni personaggi?
Il cast era proprio quello che volevo ed una volta saputo che tutti coloro che avevo contattato avevano accettato, ho completato la scrittura per le loro caratteristiche artistiche. Non amo fare provini illudendo gli attori, se ho già in mente un cast.

Quanto c’è di Francesco Leoni in te e quanto di Sandro Querci in Francesco Leoni?
In me di Francesco c’è la tenacia e la grinta nell’incedere. In Francesco di Sandro c’è la poesia e l’altalenare di stati d’animo; sempre amando totalmente.

È previsto un tour per questo spettacolo?
Certo. Con l’Avv. Barbara Gualtieri, mia socia, stiamo lavorando sul tour per la prossima stagione.

Hai iniziato sin da bambino, grazie anche alla tua famiglia legata al mondo musicale, a cantare, ma avresti mai immaginato di diventare anche attore, regista, scenografo e scrittore?
Non è che lo abbia immaginato, è stata piuttosto una logica conseguenza, un divenire. A 6 anni ero nel mio primo tour coi genitori, a 10 studiavo musica e chitarra, a 15 teatro sperimentale, ecc… Insomma, è successo tutto senza che me ne accorgessi.

Ti piacerebbe scrivere un’opera teatrale o un musical inedito?
Ho già scritto 11 testi e 5 musical, quasi tutti rappresentati; non hanno avuto circuitazione ma sono stati messi in scena da varie compagnie. Da ricordare che ho scritto il primo “Pinocchio il musical” nel 1992, uno dei temi in detto musical è stato anche la colonna sonora di un film.

Cos’è per te il teatro?
Il teatro per me è casa. E quando la scena viene smontata per andare in altra città, la “casa è vuota, è un vero trasloco. Fortunatamente “gli appartamenti” si ripopolano in altra città.

Per concludere, quali sono i progetti per il futuro?
I progetti sono tanti, talmente tanti che alle volte faccio fatica a rimettere insieme le idee. Scherzi a parte: uno spettacolo di prosa tratto da un romanzo del ‘900 (che non vi svelo), ed un musical tutto italiano ma che in Italia non è mai stato fatto. Spero non mi rubino l’idea come è successo un paio di volte, per questo taccio.

Pagina Facebook dello spettacolo

a cura di Luana Lux
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Laureata in Lingua e Cultura Spagnola all'Università di Barcellona e successivamente in Economia, con specializzazione in Economia dello Sviluppo Internazionale all'Università degli Studi di Brescia, ha inoltre conseguito un master per Export Manager per i Paesi emergenti. Ha seguito per dieci anni i corsi di danza classica presso la Società Forza e Costanza sotto l'insegnamento della prof.ssa Tina Belletti (diplomata prima ballerina al Teatro alla Scala di Milano e alla scuola di Jia Ruskaia). Grande appassionata di teatro, musical e balletto, ha collaborato con testate a carattere locale per la pagina degli spettacoli. Si definisce una spettatrice attiva. Per lei il teatro è la sua oasi!

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