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Recensione A testa in giu’ con Emilio Solfrizzi e Paola Minaccioni al Manzoni di Milano [VISTO: 11 ottobre 2018 | DOVE: Teatro Manzoni (MI)]

  • Pubblicato da Alessio Gaburri
  • 17 ottobre 2018
  • 409 Visualizzazioni
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| Recensione A testa in giù a cura di Alessio Gaburri |

Il Teatro Manzoni di Milano inaugura la stagione 2018-2019 con la commedia francese A testa in giù di Florian Zeller: in scena la coppia Emilio Solfrizzi e Paola Minaccioni, con Viviana Altieri e Bruno Armando. La regia è di Gioele Dix. La pièce sarà in scena fino al 28 ottobre: alla prima milanese teatro pienissimo e lunghi applausi.

La trama

Parigi, una cena tra amici. Daniel (Emilio Solfrizzi) e Isabelle (Paola Minaccioni) sono una coppia affiatata. Lui, “costretto” da una amicizia di lunga data si trova a invitare a cena a casa l’amico Patrick (Bruno Armando) e la nuova fiamma, giovane, bella e provocante (Viviana Altieri). C’è un piccolo problema: la ex moglie di Patrick, Lawrence, è la migliore amica di Isabelle. Daniel convince la moglie a sopportare la serata nonostante la nuova fidanzata di Patrick sia la causa scatenante della fine del matrimonio della sua più cara amica. Questa situazione imbarazzante genera scompiglio, ripensamenti, crisi ed equivoci tra Isabelle e Daniel.

Una regia originale con i pensieri dei protagonisti

La regia è molto raffinata e originale: i pensieri dei protagonisti sono in scena e hanno la stessa importanza delle battute. I personaggi recitano le battute tra loro e subito dopo parlano anche con sé stessi facendo sentire al pubblico cosa pensano. Questo rende la commedia molto veloce, allegra e simpatica in vero stile francese.

La comicità è doppia perché, durante la cena, lo spettatore assiste a ciò che il personaggio è costretto a dire e, subito dopo, a ciò che pensa davvero. Il lato cinico dell’essere umano viene messo a nudo. Nella sua semplicità fa davvero ridere e la pièce ha un ritmo incalzante che non annoia mai. Una commedia che sembra una tragedia.

La regia di Gioele Dix è quella di un grande professionista che è anche un ottimo attore e sa quindi fare teatro moderno e sapiente.

Gli attori sono bravissimi: Solfrizzi si conferma un ottimo attore comico, dal grande talento della mimica facciale. Paola Minaccioni è una piacevole scoperta; molto ben inserita nel ruolo della moglie e della migliore amica.

La scenografia propone il salotto e la cucina ma la cena non si consuma davanti allo spettatore. Secondo me è una pecca: assistere a una “cena al veleno” oppure comica con tanto di cibo, vino e masticazione renderebbe, a mio parere, la commedia ancora più forte. Negli ultimi anni mi è capitato di vedere spettacoli rappresentanti una cena, e difficilmente viene messo in scena davvero il momento del pasto. Una sorta di convivio alla “Perfetti sconosciuti” su un palcoscenico sarebbe, secondo me, un successo.
Nella prima parte si ha la sensazione che la storia sia qualcosa di già visto ma si rimane, invece, piacevolmente sorpresi dall’originalità e dalla narrazione particolare. Il continuo passaggio dal pensiero alla battuta di scena dinamicizza il ritmo e gli attori sono in perfetta sintonia. In un’intervista Paola Minaccioni ha raccontato:

“Il fascino della storia non sta tanto nei personaggi e nella vicenda, semplice, quanto nel modo in cui la storia viene trattata. Si tratta di un testo comico ma cinico, romantico e allo stesso tempo tremendo e perfino lieve, fatto di tempo e controtempi. Come uno spartito musicale: difatti, nelle prove abbiamo usato un metronomo come se dovessimo esercitarci allo strumento”.

Una bella storia dove regna l’amore, in cui lo spettatore può trovare leggerezza, riflessione e divertimento.

Stagione completa del Teatro Manzoni -> Qui

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Laureato in Comunicazione, Mass Media e Pubblicità allo IULM di Milano (tesi: "Sei Personaggi in cerca d'autore. Dal testo alla scena"), lavora nel settore Marketing, Social e Comunicazione per l'e-commerce IBS.it. Costante della sua vita, lo spettacolo: teatro, televisione e cinema. Si avvicina al teatro grazie alla mamma, che lo porta per la prima volta all'età di 14 anni. Frequenta negli anni delle superiori cinque anni di laboratorio teatrale organizzato dal liceo, e nel 2014-2015 un corso di musical presso il Centro Teatro Attivo di Milano.

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