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Recensione Sogni e bisogni, incubi e risvegli: Vincenzo Salemme racconta la natura umana

  • Pubblicato da Alessio Gaburri
  • 14 dicembre 2015
  • 139 Visualizzazioni
  • 0

Visto: 10/12/2015 - Teatro: Manzoni Milano (MI).

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Recensione a cura di Alessio Gaburri.

Vincenzo Salemme, che definisce il teatro la sua ” isola felice dove ogni sera guarisce un po’ “, torna a Milano con Sogni e bisogni – Incubi e risvegli, di cui è protagonista, autore e regista. Una commedia dall’umorismo acuto, estremamente partenopea, due ore in cui si ride e si riflette, senza mai essere volgare nonostante il protagonista: un pene.

Vincenzo Salemme-Sogni e bisogni_STAMPA

E’ ferragosto: Rocco Pellecchia controlla le bollette alla ricerca di soluzioni ancor più strategiche per risparmiare su luce, gas e telefono. Un impiegato apatico, annoiato, senza obiettivi né ambizioni, moglie al mare da sola con i figli, si alza ogni mattina alle 6:15 per andare al lavoro con l’autobus delle 6:21.

C’è qualcuno che però decide di ribellarsi al carattere e allo stile di vita di Rocco: il suo pene, interpretato da Salemme, si stacca fisicamente dal corpo e decide di andarsene. Vuole essere chiamato il Tronchetto della felicità, si ribella perché gli altri uomini hanno più rispetto per il loro organo sessuale, e tornerà solo se le cose cambieranno. Il tronchetto ha sete di vita, di divertimento, di bellezza, di un futuro nuovo, e di sogni da realizzare con il suo “titolare”. Rocco rivuole il suo pene, chiama la polizia, arrivano le bizzarre portinaie del palazzo: si crea una situazione paradossale in cui il tronchetto cerca di smuovere Rocco e la sua passività, gli chiede di esprimere tre desideri che devono diventare tre progetti per una nuova vita. Rocco si sforza ma lui si considera felice così, e vorrebbe solo “un panino, una birra e na tazzulella è cafè”.

I dialoghi sono incalzanti, il dialetto napoletano conferisce loro un alto valore comunicativo, si ride perché le battute fanno davvero ridere e non perché sono in napoletano. Salemme è un vero mattatore, con tutto il bravissimo cast scandisce i ritmi della commedia con maestria, non sempre sembrano battute da copione, in scena si divertono e improvvisano. Gag esilaranti, equivoci, giochi di parole, e una bella interazione con il pubblico. Una scenografia però troppo essenziale: un piccolo divano e una sedia, e sui lati il palazzo visto dall’esterno. L’interno dell’appartamento poteva essere curato di più visto che l’intera commedia si svolge nel soggiorno di casa Pellecchia.

Il tronchetto è la voce della coscienza di Rocco: con i suoi monologhi invita a spingersi oltre, a non farsi influenzare dai fattori esterni. È il simbolo della natura selvaggia dell’uomo, dell’impulsività che ci rende liberi se scegliamo di agire senza avere paura. Vuole una vita migliore per se’ in quanto “inquilino del piano sotto la pancia”, ma la vuole anche per Rocco.

Dopo tante risate nella prima parte, il tronchetto Salemme ci porta sul finale a luce soffusa, con un monologo che tira le fila del “viaggio” fatto durante la commedia tra le fragilità della natura umana: non dovremmo mai perdere di vista chi siamo né cosa vogliamo davvero. Abbiamo dei sogni e dei bisogni, facciamo incubi e ci risvegliamo: non abbiamo chiesto di venire al mondo, ci siamo ma non volevamo esserci o non sapevamo che ci saremmo stati. Ma ci siamo, siamo stelle cadenti che ormai sono qui e quindi la nostra vita deve essere portata avanti. A volte ci perdiamo, e la troppa tecnologia ci allontana dalla realtà. Una commedia corale, semplice e leggera, recitata con spontaneità, che porta lo spettatore a riflettere sui sogni e sul quotidiano.

Lo spettacolo è nella rassegna di prosa al Teatro Manzoni di Milano fino all’1 gennaio. Dal martedì al sabato alle 20:45, la domenica alle 15:30.

[QUI la presentazione dello spettacolo]

Il 31 dicembre due repliche: alle 18.15 e alle 21.45. Al termine della recita delle 21.45 brindisi allo scoccare della mezzanotte con spumante e panettone per festeggiare l’inizio del nuovo anno insieme a Vincenzo Salemme e alla sua compagnia. Il giorno di Capodanno lo spettacolo sarà invece in scena alle ore 16.45.

Sogni e bisogni – Incubi e risvegli proseguirà la tournèe in tutta Italia fino ad aprile 2016.

Sogni e bisogni, incubi e risvegli

una commedia di Vincenzo Salemme

con, in ordine alfabetico
Nicola Acunzo, Domenico Aria, Sergio D’Auria, Andrea Di Maria, Antonio Guerriero, Rosa Miranda

scene Alessandro Chiti
costumi Mariano Tufano
musiche Antonio Boccia
luci Umile Vainieri

Regia Vincenzo Salemme

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Laureato in Comunicazione, Mass Media e Pubblicità allo IULM di Milano (tesi: "Sei Personaggi in cerca d'autore. Dal testo alla scena"), lavora nel settore Marketing, Social e Comunicazione per l'e-commerce IBS.it. Costante della sua vita, lo spettacolo: teatro, televisione e cinema. Si avvicina al teatro grazie alla mamma, che lo porta per la prima volta all'età di 14 anni. Frequenta negli anni delle superiori cinque anni di laboratorio teatrale organizzato dal liceo, e nel 2014-2015 un corso di musical presso il Centro Teatro Attivo di Milano.

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