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Recensione Spamalot musical: il demenziale fa (un gran bel) teatro

VISTO: 26 NOVEMBRE 2017 ✦ TEATRO: NUOVO (MILANO) ✦

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“Il teatro, a volte, può diventare un’arte del mettere in scena talmente “folle” che, se ben collaudato, restituisce solo il meglio della sua essenza. Ed è proprio la “follia” la materia prima di Spamalot il musical, che sarà in scena al Teatro Nuovo di Milano per tutto il periodo delle festività natalizie. Una follia che definirei sana e brillante, e che ha permesso anche a noi italiani di poter godere di questa prelibatezza scenica di cui gli americani già beneficiavano da più di un decennio. Per questo dobbiamo ringraziare in primis Rocco Tanica e la sua abilità nel raccogliere (e vincere) la sfida di realizzare, per la prima volta, un adattamento italiano di Spamalot che funziona in tutto (suoi la traduzione e l’adattamento). L’altra persona da ringraziare, per ovvie e giuste ragioni, è il regista Claudio Insegno che, dopo Jersey Boys e La febbre del sabato sera, conferma il suo genio registico.

Recensione Spamalot musical

© Luca Vantusso

Ma perché Spamalot è una “macchina” che funziona?

Per rispondere a questa domanda bisogna fare prima un chiarimento ed avvisare i sostenitori della “plausibilità a teatro” che Spamalot non fa per loro. Le regole classiche del teatro qui vengono accantonate per lasciare il posto al fantastico, all’incredibile, al surreale, all’assurdo. Ed eccoci pronti a entrare nel mondo dei Monthy Python che, con la versione teatrale (2004) dello spettacolo basato sul film “Monthy Python e il Sacro Graal” (1975), vinsero ben 3 Tony Awards. E scusate se non è poco.
A questo punto non ci resta che intraprendere questo viaggio per arrivare al tempo di Re Artù e dei cavalieri della tavola (molto, molto, molto) rotonda. Ma attenzione… la parodia è dietro l’angolo!

E veniamo a noi

Dunque, dicevamo, Spamalot è uno spettacolo che funziona in tutto e per tutto. Chiaramente salta all’occhio la presenza di Elio, ma non è (e non deve essere) la sola cosa che rimane impressa uscendo da teatro. Certo, qui Elio è perfettamente Re Artù: lo anima, gli dà la parola, gli dà la battuta, lo fa muovere e lo fa vivere con l’abilità dei suoi oltre trent’anni di palcoscenico demenziale (di Elio ma anche di tutte Le Storie Tese, perché come fai a non trovare un’associazione tra loro e il gruppo comico inglese?).
Per inciso, Spamalot il musical è stato scritto da scritto da John Du Prez e da Eric Idle, membro proprio dei Phyton.

Insieme ad Elio ci sono 15 artisti tra attori, danzatori, cantanti mossi magistralmente dalle coreografie di Valeriano Longoni e resi abilmente fiabeschi da Lella Diaz.

©LucaVantusso_2017.11.18_ecensione Spamalot musical

© Foto Luca Vantusso

L’unione fa la forza e molto di più

Il cast, si può dire, è elemento fondamentale, elemento che permette all’apparato scenico di poter essere più sobrio materialmente ma non visivamente, rispetto alla versione originale (è firmato da Giuliano Spinelli). Perché, per questo tipo di teatro, per il teatro che richiede una consapevole padronanza delle tecniche del comico non serve altro se non grandi abilità sceniche, mimiche, gestuali, facciali e tutto ciò che caratterizza la comicità intelligente. Ed ecco gli eroi, nel vero senso del termine, di questa incredibile avventura che inizia nel 932 a.d. in Bretannia: Umberto Noto (Sir Robin), Luigi Fiorenti, (Storico e Principe Herbert), Andrea Spina (Sir Galahad), Giuseppe Orsillo (Patsy), Thomas Santu (Sir Lancillotto), Filippo Musenga (Sit Bedevere), Pamela Lacerenza (La Dama del Lago). Ognuno di loro è protagonista della scena e, nella rispettiva scena, scatena tanta ilarità generale. Sorprendente il coming out di Lancillotto sulle musiche dei Village People, momento assolutamente “Priscilloso”; Divina la Dama del Lago che, come ogni cantante che vuole stare in scena si lamenta per le sue poche apparizioni (resta 45 minuti in disparte ma poi si “riscatta” alla grande). Esuberante e a dir poco sopra le righe il Principe Herbert, che vuole “soltanto” cantare.

Chiaramente, il lavoro espresso sul palco non sarebbe così imponente se non fosse sorretto da un altrettanto eccellente lavoro dietro le quinte, o meglio, nel golfo mistico dell’orchestra dal vivo diretta in maniera impeccabile da Angelo Racz.

Da menzionare anche tutto l’Ensemble: Michela Delle Chiaie, Greta Disabato, Federica Laganà, Maria Carlotta Noè, Simone De Rose, Daniele Romano, Alfredo Simeone, Giovanni Zummo.

E le musiche…

E veniamo alle musiche, quegli elementi di uno spettacolo che, se tradotti e riadattati in maniera superficiale possono risultare inutili e privi di brio. Non qui, però. Qui tutto è pensato, musicato e eseguito senza intoppi. Le melodie sono orecchiabilissime e ti viene solo voglia di cantarle insieme al cast. I testi non sono mai banali e sono farciti di riferimenti e giochi verbali che ironizzano sul mondo dello show-business anglosassone e del musical stesso. Arrivano a chiamare in causa niente di meno che Sir. Andrew Lloyd Webber. Palesi, poi, i rimandi a West Side Story e al “nostro” Aggiungi un posto a tavola. Vi suggeriscono niente gli interventi di Dio, solo parzialmente in scena?

Alla fine…

Spmalat è un susseguirsi di scene, momenti, situazioni, gag dove, fin dall’inizio, lo scopo dei cavalieri ingaggiati da Artù, Re dei Britanni, è trovare il Sacro Graal. Alla fine si scoprirà che questo è solo un pretesto per… qualcos’altro. Ma a ritrovamento del mitico Calice avvenuto, la festa in platea e sul palco ha inizio. Se volete unirvi anche voi, avete tempo fino al 6 gennaio 2018.

Recensione Spamalot a cura di Luana Savastano

Pagina Facebook -> www.facebook.com/spamalotilmusical

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Fondatrice del blog "Vista Sul Palco". Laureata con Lode in Musicologia e specializzata in teatro musicale contemporaneo all'Università degli Studi di Pavia (titolo della tesi: Jesus Christ Superstar: genesi, critiche e analisi dell'Opera Rock), ha conseguito un master in Marketing per lo Spettacolo presso l'Università Cattolica di Brescia. È redattrice per testate di cultura e spettacolo e ha collaborato con alcune realtà teatrali cittadine per la comunicazione e la promozione di eventi: tra queste Teatro PalaBrescia (ora PalaBanco di Brescia), Residenza Idra (Spazio TeatroIdra). Si occupa di Comunicazione e Marketing svolgendo attività di Ufficio Stampa, Digital PR, Web Editor, Social Networking, Community Manager per aziende clienti di vari settori (Food, Fashon, Tourism and Hospitality, Health and Beauty). Ha insegnato musica in strutture per l'infanzia ed è insegnante in scuole secondarie di primo grado. Il teatro è la sua linfa vitale! ★ Sito web personale (attività e servizi offerti): www.luanasavastano.com

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  • Francesco Bonsignore

    Anche io ho apprezzato molto lo spettacolo. Confesso di essere stato piacevolmente colpito dalla regia, visti i precedenti.
    La febbre del sabato sera infatti l’avevo trovato a dir poco imbarazzante, quasi a livello di una produzione da oratorio, salvo alcuni artisti che hanno spiccato alla grande. In Spamalot invece la comicità è pura e non forzata, ed evidentemente questo ha consentito di ottenere un risultato di tutt’altro livello.
    Incrocio le dita per Jersey Boys, sperando di non trovare padri pugliesi e madri napoletane…

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