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Simona Samarelli, Regina delle fate di Midsummer Night’s Circus: intervista

  • Pubblicato da Luana Lux
  • 12 maggio 2016
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Continuano le nostre interviste ai protagonisti del musical Midsummer Night’s Circus. Oggi è la volta di Simona Samarelli che interpreta Titania, Regina delle fate.

Simona Samarelli 2 - Midsummer Night's Circus

Interpretare una fata, nel tuo caso addirittura la Regina delle fate, è un po’ il sogno di ogni bambina. Puoi raccontarci qualcosa in più del personaggio che interpreti in questa particolare rilettura del capolavoro di William Shakespeare “Sogno di una notte di mezza estate?”
Il ruolo di Titania in questa versione rivisitata è particolarmente interessante perché oltre a racchiudere sicuramente il sogno di ogni bimba, come tu mi suggerisci, e cioè di essere una fata ed in questo caso addirittura la Regina di tutte le fate (che però, curiosamente, non è mai stato il mio sogno di bimba), è un personaggio che, a sottili sfumature, è caratterizzato da grande forza ed al contempo una profonda sensibilità celata agli occhi del mondo, con spennellate di sottile sarcasmo e pungente ironia che la rendono un po’ folle e capricciosa al cospetto di un amante e consorte, Oberon [QUI l’intervista a …], spesso pieno di contraddizioni e sorprese ma di cui lei è follemente innamorata. Titania, che con la sua magia ed immortalità tutto può per il mondo e la natura, non è però ancora riuscita per se stessa a compiere e a trovare il suo mondo ideale, fatto di semplicità ed amore senza dover usare espedienti magici per ottenere la felicità desiderata.
Sono inoltre onorata di partecipare a questo progetto creato da persone che con grande qualità hanno curato ogni dettaglio e dato vita ad un testo nuovo ed inedito. Del Regista Marco S. Bellocchio ho apprezzato molto sia la linea registica che il modo in cui è capace di lavorare con gli attori. Trovo il suo lavoro molto interessante e stimolante. Musiche e testi di Antonio Torella molto belle, forti e profonde, allo stesso tempo, piene di sorprendenti dinamiche. Colpiscono al cuore. Appassionanti da interpretare.
Coreografie di Stefano Bontempi, così piene di dettagli scoppiettanti e come sempre così abile a cogliere perfettamente i temi narrativi di ogni spettacolo che porta la sua firma.
Testo e costumi di Simone Nardini che ha creato questo divertente e variopinto terreno fertile sul quale tutti stiamo sognando per portare in scena questo nuovo spettacolo.

Quali tra le tre discipline canto, ballo e recitazione ti impegnano di più in questo spettacolo?
In questo spettacolo tra tutte e tre le discipline ciò che impegna particolarmente il ruolo che devo interpretare sono la recitazione e il canto. In questo spettacolo nn ho coreografie da compiere.

Hai vissuto per anni in Francia. Di questa esperienza di vita professionale all’estero cosa porti con te?
Della Francia porto con me tante cose. Sono stati anni molto duri ed impegnativi per me, perché ancora molto giovane ho deciso di andare da sola alla scoperta di questo mondo artistico per scoprirne i segreti e capire se era quello che avrei voluto fare. In realtà l’ho capito lentamente negli anni. All’inizio sapevo solo che mi piaceva fare tutto, passare da un corso all’altro, mettermi alla prova su tutto ciò che poteva esprimere me stessa, ma non sapevo se sarebbe stata poi la mia strada. Un conto è averne la voglia, il sogno, ed un conto è essere in grado di poterlo fare bene. Mi sono concessa del tempo per conoscere, studiare, capirmi, provare, capire cosa mi piaceva e come avrei voluto impararlo, trovare i miei fruitori ideali che avrebbero tirato fuori da me tutto ciò che avrei mai potuto fare di meglio e poi passo passo, eccomi qui. Dato che mi piace esprimermi a 360 gradi, non riesco a limitare il linguaggio del corpo che posso sviscerare attraverso la recitazione, il canto, o la danza. In Italia tentano, forse troppo, di etichettare ciò che fai dividendolo in settori separati, definendoti e chiudendoti in categoria attore o cantante o ballerino. Tutto ciò castra molto il mio essere Simona, oltre che a creare in me un senso di dispiacere per tutti questi cliché. Dell’esperienza all’estero mi manca questo e ciò che porto con me di quel periodo è anche il rigore, la perseveranza, la disciplina, l’umiltà e l’importanza dello studio per costruire pian piano se stessi. Il rispetto che tutti portano per questo lavoro considerato come tale. È un modo di concepire l’impegno verso le arti dello spettacolo già insito nel modo di vivere di tutti e di tutto ciò che è intorno a te, cioè non devi spiegarlo o cercarlo o chiederlo, è là , devi solo viverlo, prenderlo, acquisirlo. Devo dire che qui ho fatto fatica a ritrovare queste cose tutte insieme.

Vanti importanti partecipazioni sia in spettacoli teatrali che televisivi, tra tutti i ruoli che hai interpretato ce n’è uno che hai sentito maggiormente nelle tue corde?
Tra tutti i ruoli interpretati fin ora quello che mi ha dato più soddisfazione è stato Sonia Walsk in “Stanno suonando la nostra canzone”, perché caratterizzato da particolare abilità recitativa per i suoi imprescindibili ed esigenti cambi di registro nei quali mi ritrovo molto, e poi perché il personaggio è particolarmente caratterizzato da sottile humor, follia e sensibilità, un vulcano in eruzione, un essere imprevedibile e simpatico, senza contare le bellissime musiche e canzoni da interpretare.

Ci sono già progetti lavorativi dopo le due importanti date di questo spettacolo?
Per i prossimi impegni non so ancora nulla ma ciò che mi auguro fortemente di fare degli spettacoli di prosa.

Grazie a Simona Samarelli per la sua disponibilità.

Intervista a cura di Luana Lux
Simona Samarelli  – Midsummer Night’s Circus
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Laureata in Lingua e Cultura Spagnola all'Università di Barcellona e successivamente in Economia, con specializzazione in Economia dello Sviluppo Internazionale all'Università degli Studi di Brescia, ha inoltre conseguito un master per Export Manager per i Paesi emergenti. Ha seguito per dieci anni i corsi di danza classica presso la Società Forza e Costanza sotto l'insegnamento della prof.ssa Tina Belletti (diplomata prima ballerina al Teatro alla Scala di Milano e alla scuola di Jia Ruskaia). Grande appassionata di teatro, musical e balletto, ha collaborato con testate a carattere locale per la pagina degli spettacoli. Si definisce una spettatrice attiva. Per lei il teatro è la sua oasi!

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