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Movie Cluster e Green Set: il GEA green entertainment act

Movie Cluster e Green Set 3

Movie Cluster e Green Set: il  GEA green entertainment act –

Oggi vi propongo un argomento importante, sempre legato all’ambito dello spettacolo, di cui poco si parla in Italia: l‘ecosostenibilità in campo cinematografico e teatrale. In anteprima, infatti, ho ricevuto l’estratto riguardante la parte teatrale del testo “Movie cluster e Green Set” (che è relativa alle produzioni GREEN – di cinema e teatro – e al GEA green entertainment act), scritto dal Prof. Ugo Di Tullio, Presidente della Molise Film Commission e Docente di Organizzazione dello Spettacolo all’Università di Pisa, e da Daniela Marzano, docente, conulente e formatrice ICT. Nel lavoro sono presenti gli importanti contributi per la parte teatrale curati dall’Avvocato e produttrice Barbara Gualtieri e dal giornalista Massimo Settimelli.

Il testo, nella sua prima edizione, è uscito nel 2012 per Felici editore e fa parte del programma d’esame del corso “Organizzazione dello Spettacolo Teatrale e Cinematografico” presso l’ Università di Pisa.

Movie Cluster e Green Set

Vi riporto la nota introduttiva

Dal luglio 2012, da quando vide la luce la prima edizione di Movie Cluster e Green Set, è passato un secolo, perché le best practices nel settore cinematografico si stanno diffondendo in tutto il mondo: resta perciò difficile da capire perché in Italia non siano considerate un elemento fondamentale, almeno da valutare se non da rendere obbligatorio, quando si danno finanziamenti pubblici alle imprese cinematografiche e a quelle teatrali.

Da parte nostra abbiamo continuato ed ampliato la ricerca, rivolgendola anche al teatro, fornendo elementi sempre più dettagliati fino al punto da misurarne il grado di ecocompatibilità; in tal senso, abbiamo pensato ad uno specifico atto, un documento che declini gli elementi per un rating utile a imprese di produzione e a Enti Pubblici del nostro Paese: è il GEA – Green Entertainment Act, in grado di valutare, sulla base di parametri dei comportamenti adottati, quanto sia rispettato l’ambiente da parte degli operatori dello spettacolo.

Governi e Regioni continuano a proclamarsi “green”, e con tutta onestà dobbiamo dire che, in alcuni casi, non si tratta di meri proclami, ma nel cinema e nel teatro l’ecocompatibilità è su base volontaria, affidata alla sensibilità del singolo produttore, che non riceve stimolo alcuno dalle Istituzioni, pur attente e interessate alla ricaduta di immagine ed economica che deriva dal mondo dello spettacolo. Proprio pensando alla ricaduta economica e alla consapevolezza della sua importanza, abbiamo ipotizzato un semplice Indice di Ricaduta Economica sul Territorio (Irt), da associare al GEA, ma da esso indipendente, allo scopo di puntare all’optimum che nel nostro caso corrisponderebbe, usando i parametri indicati, ad un GEA con rating AAA e un Irt 10.

Sito web: www.geagreenact.it

Movie Cluster e Green Set_autori

Nota all’edizione del 2012

La “settima arte”, pur nascendo come espressione culturale ed ideologica, nel contempo risulta strettamente connessa ad un insieme di fattori tecnici, economici, produttivi, necessari alla propria sopravvivenza.

I film vanno quindi analizzati sotto il profilo estetico ma anche sotto quello economico e sociale, considerando tutte le attività dirette ed indirette che la filiera filmica genera nel sistema produttivo.

In tal senso lo studio che segue considera il mondo del cinema principalmente come una grande macchina produttiva, organizzata in maniera industriale: suddivisione dei compiti in base alle specifiche competenze (regista, attori,maestranze…), uso di un gran numero di strumentazioni tecniche e talvolta sofisticate, produzione di un artefatto. Pertanto, considerato il valore artistico del prodotto finale, se osserviamo gli aspetti legati al procedimento concreto che porta alla creazione del film, è facile constatare come questi possano da un lato essere inseriti nella dimensione tipica del distretto economico, e dall’altra generare alcune distorsioni della produzione industriale, tra cui un forte impatto ambientale e un serio problema di scarti.

La peculiarità del settore cinematografico impedisce ancora alla maggior parte della gente, che dirige lo sguardo a registi, attori, scenografi e anche alla maggior parte degli addetti, orientati agli aspetti economici (costi di produzione, introiti), di rendersi effettivamente conto di quanto inquinamento comporti la produzione di un film.

Collocata la produzione cinematografica in un possibile distretto ad hoc, ci soffermeremo sui fattori inquinanti dei set proponendo alcune soluzioni su come contenerli, fino a spingerci su un possibile modello di cinema ecosostenibile, attingendo, in particolare, ai codici di buone pratiche attualmente esistenti.

Gli studios americani hanno per primi preso consapevolezza della dimensione del loro impatto inquinante e dell’importanza di salvaguardare l’ambiente. A tal fine hanno deciso di adottare le buone pratiche esistenti o di realizzarne di proprie oppure di mettere in atto strategie “ecologiche”, che variano dall’utilizzare materiali riciclati (ad esempio l’uso di carta riciclata nei DVD), all’impiego di volontari per ripiantare alberi in proporzione alle emissioni di CO2 effettuate.

Occorre tenere inoltre conto che viviamo in un’epoca di transizione, con le risorse naturali in via di esaurimento, e pertanto diventa pressoché obbligatorio fermarsi e studiare metodi alternativi per massimizzare l’efficienza di ciò che rimane oppure percorrere strade diverse.

L’industria cinematografica non può esimersi dall’assumere atteggiamenti responsabili nei confronti del pianeta così come ormai ogni industria e ogni abitante sono già chiamati a fare. Nel libro si propone un modello di filiera produttiva legata al cinema, interessata tanto a delineare un modus operandi ecosostenibile di installazione dei set, quanto ai risvolti economici da esso derivati.

Non solo, intraprendere la strada dei set ecologici rappresenterà sicuramente una spinta fortemente innovativa per l’Italia, che in questo modo si andrà ad allineare ad altri paesi che hanno già effettuato importanti scelte in tale direzione.

Qualche informazione in più sugli autori:

Per il cinema
– Ugo di Tullio
http://unimap.unipi.it/cercapersone/dettaglio.php?ri=92643&template=dettaglio3.tpl

– Daniela Marzano
http://www.fondazioneamiotti.org/upload/bando2012/13_schedaMarzano.pdf

Per il teatro
Barbara Gualtieri
http://www.edueda.net/index.php?title=Gualtieri_Barbara

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Fondatrice del blog di teatro "Vista Sul Palco". È laureata con Lode in Musicologia (Università degli Studi di Pavia) con specializzazione in teatro musicale contemporaneo (titolo della tesi: Jesus Christ Superstar: genesi, critiche e analisi dell'Opera Rock), ha conseguito un Master in Marketing per le Imprese di Arte e Spettacolo presso l'Università Cattolica di Brescia. È redattrice per testate di cultura e spettacolo e ha collaborato con alcune realtà teatrali cittadine per la comunicazione e la promozione di eventi: tra queste Teatro PalaBrescia (poi PalaBanco di Brescia e ora GranTeatro Morato) e Residenza Idra (Spazio TeatroIdra). Ha scritto per testate giornalistiche del settore economico-culturale, occupandosi prevalentemente di arte. Da anni si occupa di Comunicazione e Marketing svolgendo attività di Ufficio Stampa, Digital PR, Web Marketing e Social Networking, Community Manager per aziende di vari settori (Food, Fashon, Tourism and Hospitality, Health and Beauty). Ha insegnato Educazione Musicale in strutture per l'infanzia ed è insegnante in scuole secondarie di primo grado. Il teatro è la sua linfa vitale! ★ Sito web personale (attività e servizi offerti): www.luanasavastano.com

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