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Recensione Mariti e mogli con Monica Guerritore e Francesca Reggiani a Milano [VISTO IL: 1 marzo 2018 | TEATRO: Manzoni (Milano)]

  • Pubblicato da Alessio Gaburri
  • 5 marzo 2018
  • 1129 Visualizzazioni
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Al Teatro Manzoni di Milano è in scena fino al 18 marzo Mariti e mogli, trasposizione a teatro del film di Woody Allen del 1992. Nel cast Monica Guerritore, che ha curato anche l’adattamento e la regia, Francesca Reggiani, Ferdinando Maddaloni, Cristian Giammarini, Enzo Curcurù, Lucilla Mininno, Malvina Ruggiano e Angelo Zampieri. La riscrittura e messa in scena dello spettacolo in Italia è stata approvata a Monica Guerritore dallo stesso Allen.

Recensione Mariti e mogli con Monica Guerritore e Francesca Reggiani

La trama

È in corso un temporale. Otto amici si ritrovano per stare insieme e poi uscire a cena. A inizio serata Sally (Monica Guerritore) e Jack danno una notizia inaspettata: hanno deciso di separarsi. Judy (Francesca Reggiani) rimane senza parole, le crollano le certezze sul matrimonio e pensava che la sua migliore amica le avesse sempre raccontato tutto. Il temporale è troppo forte e diventa difficile uscire a cena. L’unica soluzione è trascorrere la notte insieme mangiando cinese e bevendo vino. Tradimenti, segreti e desideri verranno fuori con forza dirompente sul palcoscenico, rompendo l’apparente equilibrio quotidiano delle vite dei protagonisti.

Guerritore Reggiani e Curcuru

L’insoddisfazione di coppia

Mariti e mogli racconta l’amore e la crisi di coppia: nuove storie, separazioni, scappatelle, crisi di mezza età e un senso di eterna insoddisfazione. Un dramma di passioni, anche dai risvolti comici, diretto e interpretato in modo eccellente dalla Guerritore e dal resto del cast. I dialoghi sono brillanti in stile Woody Allen, dalla platea segui i protagonisti ed è come salire su una giostra di umanità comica e drammatica allo stesso tempo. Gli attori sono tutti molto bravi a riempire la scena, con una interpretazione molto fisica e una recitazione intensa; spesso si rivolgono al pubblico per piccole confessioni e momenti di flashback. Tra un racconto e l’altro di segreti e pezzi di vita c’è sempre la danza, accompagnata da All of me di Louis Armstrong o Sing Sing Sing di Benny Goodman. La danza come liberazione, come scacciapensieri e come sfogo.

Guerritore - Curcuru

La scenografia

L’allestimento scenico è vintage e intimo; ed è una grande stanza, non definita, che al tempo stesso è una balera, un ristornate, un confessionale, un letto, un bar. L’uso delle luci e delle musiche è perfetto nell’accompagnare la forza del racconto. Ottima anche la scelta dell’incessante temporale, trattandosi di tensioni e conflitti coniugali, è una acustica perfetta per le situazioni che si creano.

Nota di regia

Il jazz di Louis Armstrong precipita il pubblico immediatamente nel clima di Woody Allen, Strindberg e Bergman (riferimenti altissimi di Allen) vengono evocati nelle dinamiche tra mariti e mogli, la danza e il vino e la notte sganciano il corpo e liberano le energia. Il resto è l’eterno racconto dell’amore. Monica Guerritore

Uno spettacolo che i milanesi non devono perdere: scorrevole e godibile, con ottima recitazione e spunti di riflessione. Mariti e mogli è in scena al Teatro Manzoni di Milano fino al 18 marzo e dura 1 h 40 minuti, senza intervallo.

Per informazioni e biglietti: http://www.teatromanzoni.it/manzoni/it/spettacoli/mariti-e-mogli.

[ Recensione Mariti e mogli a cura di Alessio Gaburri ]
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Laureato in Comunicazione, Mass Media e Pubblicità allo IULM di Milano (tesi: "Sei Personaggi in cerca d'autore. Dal testo alla scena"), lavora nel settore Marketing, Social e Comunicazione per l'e-commerce IBS.it. Costante della sua vita, lo spettacolo: teatro, televisione e cinema. Si avvicina al teatro grazie alla mamma, che lo porta per la prima volta all'età di 14 anni. Frequenta negli anni delle superiori cinque anni di laboratorio teatrale organizzato dal liceo, e nel 2014-2015 un corso di musical presso il Centro Teatro Attivo di Milano.

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