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Recensione L’ anatra all’arancia con Luca Barbareschi e Chiara Noschese

  • Pubblicato da Alessio Gaburri
  • 15 ottobre 2017
  • 872 Visualizzazioni
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VISTO: 12 OTTOBRE 2017 ✦ TEATRO: MANZONI (MILANO) ✦

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Recensione a cura di Alessio Gaburri.

Gilberto Ferrari (Luca Barbareschi) e Lisa (Chiara Noschese) sono una coppia sposata da oltre 20 anni e stanno affrontando un momento di crisi. Gilberto è donnaiolo, poco affidabile e spesso infantile. Lisa finisce per innamorarsi di Volodia, un nobile russo perfezionista, ricco e inquadrato, l’opposto del marito. Per Lisa è, solo apparentemente, l’uomo giusto per ricominciare. Ma Gilberto non accetta di perdere Lisa e studia un piano per “riprendersi sua moglie”: organizza un weekend a quattro a casa loro per conoscersi, per stare insieme, e per definire i dettagli del divorzio in modo civile e amichevole.

Recensione l' ANATRA ALL'ARANCIA Chiara Noschese e Luca Barbareschi

Il piatto protagonista di questo weekend è proprio l’anatra all’arancia. Tra gli invitati, oltre a Volodia, anche Chanel, la segretaria di Gilberto. Il piano di Gilberto è astuto perchè con dialoghi serrati, vecchi ricordi e qualche racconto enfatizzato tira fuori davanti a Volodia i difetti di Lisa, e allo stesso tempo la fa ingelosire flirtando con Chanel. Lisa partirà con Volodia o ricomincerà con Gilberto?

Una commedia leggera ma cult, caratterizzata da una comicità molto sottile, colpi di scena, dialoghi spassosi per affrontare con intelligenza la convivenza e la crisi di coppia. Barbareschi (non solo protagonista ma anche sapiente regista) e la Noschese sono di una bravura che sorprende: in teatro si ride di gusto, recitano con il corpo, con la voce, con le parole giuste al momento giusto tra frasi taglienti, ironia e cinismo.

Le conversazioni sono frizzanti, parlano velocemente mentre litigano, si ubriacano o raccontano il passato, tenendo lo spettatore sempre attento e senza mai stufare (nonostante le quasi due ore e mezza di spettacolo).

La storia si svolge nel salotto di casa Ferrari, una scenografia semplice ma elegante: il divano, il tavolino con le sedie, il carrello dei liquori e un quadro composto da luci colorate. La struttura narrativa, divertente e intelligente, e l’ottimo cast riempiono la scena.

La commedia, scritta nei primi anni ’70, è di William Douglas Home (The secretary bird), poi adattata dal celebre autore teatrale francese Marc Gilbert Sauvajon. Del 1973 è un’edizione teatrale storica, diretta e interpretata da Alberto Lionello con Valeria Valeri. Celebre è anche la versione cinematografica con Ugo Tognazzi e Monica Vitti con la regia di Luciano Salce.

Barbareschi ha riadattato la scrittura: «Ho usato due grandi scienze, la psicologia e l’antropologia, studiando atteggiamenti, movimenti e nevrosi che caratterizzano le nostre abitudini».

Un piccolo capolavoro di comicità, una regia esperta per una commedia romantica da non perdere: meritano la storia, il cast, il testo, e il pubblico si identifica facilmente nella crisi di questa coppia e nelle loro nevrosi quotidiane. Al Manzoni di Milano fino al 29 ottobre.

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Laureato in Comunicazione, Mass Media e Pubblicità allo IULM di Milano (tesi: "Sei Personaggi in cerca d'autore. Dal testo alla scena"), lavora nel settore Marketing, Social e Comunicazione per l'e-commerce IBS.it. Costante della sua vita, lo spettacolo: teatro, televisione e cinema. Si avvicina al teatro grazie alla mamma, che lo porta per la prima volta all'età di 14 anni. Frequenta negli anni delle superiori cinque anni di laboratorio teatrale organizzato dal liceo, e nel 2014-2015 un corso di musical presso il Centro Teatro Attivo di Milano.

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