Recensione Ghost il musical 2022: gli effetti scenici conquistano L'illusionismo in scena

| Recensione Ghost il musical 2022 a cura di Mariachiara Ribaudo |

Dopo quasi due anni di assenza dalle scene a causa della pandemia, tornare a respirare l’aria del teatro ha una connotazione tutt’altro che scontata. L’atmosfera in platea, infatti, mercoledì 5 Gennaio 2022, presso il Teatro degli Arcimboldi a Milano, era pregna di emozione mentre si apriva il sipario di Ghost Il musical. Lo spettacolo è firmato da ALVEARE PRODUZIONI, in collaborazione con Colin Ingram e Hello Entertainment.

Recensione Ghost il musical dal 28 dicembre 2021 a Milano

La storia d’amore, fra le più note della cinematografia, è quella fra Sam e Molly, il cui legame viene spezzato per il tragico assassinio di lui. Ma Sam, che si ritrova ancora sulla terra in forma di fantasma, cerca di mettersi in contatto con la sua compagna in ogni modo possibile, riuscendoci grazie all’aiuto della bizzarra medium Oda Mae Brown.

Da Manchester a Milano

Si tratta di un cult del 1990 che ha fatto piangere e sognare almeno due generazioni, presentato in scena in anteprima mondiale alla Manchester Opera House di Manchester nel marzo 2011. L’adattamento teatrale è dello sceneggiatore Bruce Joel Rubin, mentre le musiche originali sono di Dave Stewart e Glen Ballard.

La produzione italiana, diretta dal noto regista Federico Bellone, vede in scena 16 artisti credibili nel loro aspetto. Una delle caratteristiche che contraddistinguono il regista, infatti, è proprio l’attenzione che egli riserva sempre alla fisicità, per la scelta degli interpreti. Nel caso di Ghost Il musical, i cui personaggi sono ben noti al pubblico, la riconoscibilità degli stessi in scena è curata nel dettaglio, persino nel look della protagonista Giulia Sol, il cui taglio di capelli richiama fedelmente quello della meravigliosa Demi Moore del grande schermo.

Recensione Ghost Il musical 2022

I protagonisti

Il sipario si apre con Molly, Sam e il loro migliore amico Carl. In un crescendo di risate e fotografie istantanee, si viene subito travolti dalla loro gioia, che sembra reale. Ciò che fa più piacere notare è che la relazione fra i tre sembra essere sincera, come se gli anni di fermo avessero contribuito a migliorare il legame fra gli attori e, di conseguenza, fra i personaggi. Le aspettative quindi diventano alte con il proseguire della scena, fra le note della canzone Ora è qui” (Here right now” nella versione originale).

Emerge immediatamente l’innegabile dote canora della protagonista, interpretata da Giulia Sol, la cui voce regala al pubblico un piacevole calore. Sam è interpretato da Mirko Ranù, mentre Carl da Giuseppe Verzicco.

Nonostante l’inizio molto positivo, con il procedere dello spettacolo, sfortunatamente, l’energia a volte è venuta meno e il fluire delle battute, certamente ben imparate, più volte è stato guastato dalla generale mancanza di ascolto fra i ruoli. Se all’inizio l’amore fra Sam e Molly sembrava così vero, la dichiarazione d’amore finale di lui risulta priva di quel sentimento che avrebbe dovuto contraddistinguerla e, seppur inteneriti, si esce da teatro dicendo “Peccato..”

A vestire i panni di Oda Mae Brown è Gloria Enchill, con la quale il pubblico ride facilmente. Ciò che si ricorda della sua interpretazione è sicuramente un buon atteggiamento fisico, giusto anche nei micro-movimenti e nelle micro-espressioni. A tradirla è la minore capacità attoriale, che la rende, ahimè, più volte finta. Inoltre, nelle scene cantate, un probabile problema di audio o un settaggio sbagliato dei microfoni non ha reso fruibile la comprensione delle parole, ma in fin dei conti la si perdona per la sua costante allegria.

Una menzione va fatta a Stephanie Dansou, che interpreta Clara, una delle sorelle di Oda Mae. Rispetto al ruolo dell’altra sorella, infatti, è molto naturale nella parte e si apprezza la sua presenza scenica, niente affatto forzata.

Altri membri del cast

Il ruolo di Willy Lopez è coperto da Salvatore Maio, apprezzabile in particolare per il finto accento portoricano che sembra reale. Rispetto agli altri attori, Salvatore Maio pare più presente e concentrato e risulta fra i migliori intepreti del cast.

Resta un po’ di dispiacere per l’esibizione di Gianfranco Phino, il fantasma dell’ospedale. La sua parte avrebbe dovuto essere esilarante, invece si fa fatica a capire cosa dica, il microfono pare grattare e mancano quel ritmo e quel tempo comico che ci si aspetterebbe per un ruolo di questo tipo, piccolo ma non meno importante.

Estremamente lodevole, invece, la carica di energia di Renato Tognocchi, il fantasma della metropolitana. Sebbene nella prima scena che lo riguarda non sia così “sincero” interpretatitavamente, nella scena successiva recupera tenendo lo spettatore attento grazie alla forza con cui porta avanti la trama.

La sua energia offusca quella di Mirko Ranù. Nella scena in cui spiega a Sam come muovere gli oggetti, il protagonista prova a incanalare la sua carica esplosiva interiore spostando una scarpa, ma i gesti di Ranù sono deboli e anche stavolta, quando un giornale attraversa la scena perchè mosso da lui, è impossibile non rimanere delusi, pensando “Peccato..”

Effetti speciali

L’aspetto di Ghost Il musical che emerge e vince sul resto è senza dubbio la presenza degli effetti di scena, realizzati dalla sapiente mano dell’illusionista Paolo Carta. Ciò che realizza lascia lo spettatore a bocca aperta: Sam che entra nel corpo di Oda Mae; Sam che passa attraverso la porta; i fantasmi di Sam, Willy e Carl che escono dal proprio corpo, mentre il corpo giace ancora inerte in scena; il corpo di Sam sollevato dal fantasma della metropolitana, dentro il convoglio. È un vero piacere restare sorpresi e chiedersi come tutto ciò sia possibile. Lo stupore fra gli spettatori di fronte ad effetti di questo tipo è sempre molto alto e Paolo Carta vince a pieni voti la prova di illusione. È soprattutto grazie a lui se Ghost Il musical prende punti in pagella, imponendosi all’attenzione.

Degni di nota risultano il disegno luci di Valerio Tiberi e le scenografie, merito del regista Bellone.

Cosa si può migliorare?

Lo spettacolo ha evidentemente un grande potenziale. I due anni di chiusura dei teatri hanno sicuramente influito sulla resa, comunque gradevole. La ripartenza, oggi in sordina, decollerà senza ombra di dubbio con un po’ di full immersion e focus su ciò che ciascun interprete può trasmettere.

Ghost Il musical resterà in scena al Teatro degli Arcimboldi fino al 9 Gennaio 2022.

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Laureata con lode in Scienze e Tecnologie dello Spettacolo, in seno all’università di Lettere e Filosofia di Palermo, consegue il titolo di Critico dello Spettacolo, grazie al quale si diletta offrendo la sua opinione critico/tecnica, ove richiesto. Ha compiuto studi di danza e pianoforte da bambina, trasferendosi dopo la Laurea a Roma, dove ha studiato presso la Maldoror Film, Scuola internazionale di Cinema; si è diplomata al Quartier Generale, Scuola di Musical della Compagnia delle Stelle di Roma, percorso dopo il quale si trasferisce a Milano, diplomandosi anche all’SDM, Scuola del Musical fondata da Saverio Marconi e diretta da Federico Bellone. Grazie allo studio di tutte le discipline che servono per rendere questo mestiere completo, diventa quindi Performer. Ha scritto un musical (libretto e liriche), collaborando attivamente anche alla composizione musicale. L’opera è regolarmente depositata in Siae. Ha frequentato anche due corsi di doppiaggio, presso lo studio Dream & Dream di Milano. Ha preso parte a diversi spettacoli di Prosa e Musical, è istruttrice di fitness qualificata e vive per l’arte che è da sempre la sua fonte di gioia e di ispirazione quotidiana. Showreel di Mariachiara Ribaudo.

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