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Recensione Liolà. Giulio Corso al Manzoni di Milano nella celebre commedia di Pirandello

  • Pubblicato da Alessio Gaburri
  • 20 Ottobre 2021
  • 448 Visualizzazioni
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Lo spettacolo apre la stagione dell’amatissimo teatro milanese dopo il fermo Covid

| Recensione Liolà a cura di Alessio Gaburri |

Il primo spettacolo della stagione di prosa 2021-2022 del teatro Manzoni di Milano è Liolà, grande classico di Luigi Pirandello: un’opera gioiosa che riapre il sipario dopo tanti mesi di stop. Fa un certo effetto tornare dopo tanto tempo in uno dei teatri più belli della città, dove un grande cast intrattiene il pubblico per due scorrevoli ore. I protagonisti sono Giulio Corso nel ruolo di Liolà, Enrico Guarnieri in quello di Zio Simone, la bravissima Emanuela Muni interpreta Zia Croce, Nadia Perciabosco è zia Ninfa. Tanti altri personaggi femminili sono in scena: a interpretarli sono Caterina Milicchio, Alessandra Ferrara, Margherita Patti, Alessandra Falci, Sara Baccarini, Giorgia Ferrara e Federica Breci. La regia è di Francesco Bellomo, che rispetto all’opera originale sposta l’ambientazione dalla campagna al mare.

La storia

Scala dei Turchi, Agrigento, anni ’40. Liolà è un giovane seduttore che riesce a far capitolare tutte le donne del paese. Libero da legami sentimentali, prende la vita con leggerezza e allegria, e con le sue azioni rompe gli equilibri del paese. Zio Simone, ricco commerciante rispettato da tutti, è sposato con Mita, dalla quale non riesce ad avere figli. Tuzza, figlia di zia Croce, e cugina di zio Simone, rimane incinta del “Don Giovanni” Liolà. Non vuole però avere l’uomo di tutte, e per evitare uno scandalo, si accorda con zia Croce e zio Simone per fingere che il bambino in arrivo sia di zio Simone, così da ottenere anche una sicura eredità. Ma nel frattempo Mita rimane incinta, e il figlio è di Liolà…

Il cast e la regia

Gli attori sono davvero bravi: riempiono la scena tra balli, canti, colorati battibecchi in siciliano e pettegolezzi. La storia scorre senza parti noiose, Giulio Corso è un perfetto Liolà nei movimenti, nell’ironia e nella bellezza, bravissimo nel canto. Spicca Emanuela Muni, una zia Croce arrabbiata e arrivista, con la voce roca quando a gran voce con gli occhi rossi difende la figlia Tuzza, mostrandoci tutto lo sdegno del suo personaggio con un bastone e una perfetta recitazione corporea.

La scenografia, bella e curata, è di Carlo De Marino. Di ottimo accompagnamento anche le musiche e le luci.

Perchè andare a vederlo

Liolà è una commedia divertente e festosa, con quel sapore siciliano che mette allegria e fa pensare all’estate. Quasi nessuno come Pirandello riesce a essere sempre moderno raccontando il passato, mostrando allo spettatore uno spaccato sociale, l’anima dei personaggi, cosa vogliono davvero, mettendoli in scena nella loro interiorità profonda e senza freni. Tra intrighi e vendette, i personaggi che ruotano attorno a Liolà cercano una posizione sociale, sono desiderosi di benessere materiale. Liolà è un provocatore che vive alla giornata, infrange le regole della moralità comune e alla fine si rivela essere il più positivo. Per chi non ha letto l’opera pirandelliana il finale è sorprendente.

Lo spettacolo è in scena al teatro Manzoni di Milano fino al 24 ottobre: repliche serali alle 20.45 e domenica alle 15.30. Sabato 23 ottobre alle 20.45 e alle 15.30. Per informazioni e acquisto online dei biglietti qui la scheda ufficiale. Passiamo parola e torniamo a teatro, c’è Liolà!

Liolà-Locandina-spettacolo-teatrale-Luigi-Pirandello

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Laureato in Comunicazione, Mass Media e Pubblicità allo IULM di Milano (tesi: "Sei Personaggi in cerca d'autore. Dal testo alla scena"), lavora nel settore Marketing, Social e Comunicazione per l'e-commerce IBS.it. Costante della sua vita, lo spettacolo: teatro, televisione e cinema. Si avvicina al teatro grazie alla mamma, che lo porta per la prima volta all'età di 14 anni. Frequenta negli anni delle superiori cinque anni di laboratorio teatrale organizzato dal liceo, e nel 2014-2015 un corso di musical presso il Centro Teatro Attivo di Milano.

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